PALEOLITHIC ART MAGAZINE


EUROPA



NASCITA DEL PENSIERO SIMBOLICO

Licia Filingeri





L'emergere della capacità di simbolizzare, per quanto riguarda la nostra specie, è un avvenimento della massima importanza.

Il simbolo, entità materiale o astratta che rimanda a un'altra entità, permette, anche in mancanza di linguaggio verbale, conoscenza e condivisione di informazioni in una sfera allargata di individui, e quindi assume il ruolo di modulatore della stessa vita associativa.

Piaget suggeriva che l'origine del sistema concettuale stava in schemi sensorimotori interiorizzati.

Oggi sappiamo che la comprensione del significato non ha la sua unica localizzazzione nella neocorteccia; canali di elaborazione verbali e non verbali sono egualmente importanti.

Riguardo allo sviluppo cognitivo, sappiamo che informazioni percettive non verbali codificate, sulla base di procedure percettive e senso-motorie, vengono precocemente ridescritte in schemi di immagini, cominciando da categorizzazione e/o confronto, disponibili ad essere in seguito a loro volta ridescritti tramite linguaggio verbale.

Disponiamo di categorie semantiche e di concetti basati su immagini non proposizionali, sull'estrazione di un subset di informazioni da quanto percepito: le categorie sensoriali formano la base di concetti astratti: si tratta di una vera e propria analisi sensoriale basata su un meccanismo innato atto all'analisi sensoriale, che ricerca percettivamente le caratteristiche di regolarità. Tali schematizzazioni precedono il linguaggio verbale ( J. Mandler , 1992 ), e ne sono indipendenti .


Sappiamo che la categorizzazione, requisito preliminare della concettualizzazione, è operazione mentale assai efficiente per organizzare il pensiero, in quanto facilita registrazione, ritenzione , elaborazione e restituzione di informazioni complesse.

Se è vero che una parte della struttura cognitiva dell'uomo era (ed è) costituita in base a processazione intuitiva ed analogica, è altrettanto vero che, parallelamente a questa modalità, deve essersi sviluppata una organizzazione simbolica con altri compiti, come dimostrato dall'esistenza di rituali religiosi, a cominciare dalle sepolture e dalle loro modalità e dalla produzione di scultura in pietra, legata ad una istanza rituale religiosa.


La cornice in cui questo processo è inscritto è costituita, fin dalle origini, dall'esigenza di una organizzazione e comunicazione sociale, il che implica anche una gestione delle emozioni.

Dagli studi più recenti, sappiamo che prototipi rappresentazionali delle emozioni, sotto forma di immagini, raggruppano le esperienze subsimboliche che precedono il linguaggio verbale in classi funzionali alla comunicazione interpersonale. Pertanto, le rappresentazioni mentali si formano sulla base di informazioni memorizzate, e organizzate in categorie, in moduli.

In accordo con le ricerche di W.Bucci sul codice multiplo, vogliamo qui sostenere l'ipotesi che l'uomo, alle sue origini, sprovvisto di linguaggio verbale organizzato e condivisibile, elaborasse in modalità subsimbolica non verbale, tramite immagini prototipiche, da considerarsi come metafore dello schema dell'emozione, simboli prototipici non verbali correlati all'emozione (Cfr. W. Bucci ,1997)

E' pensabile che l'uomo abbia iniziato a categorizzare immagini, dividendo induttivamente il mondo intorno a sé in categorie di base, come in ipotesi organico e inorganico, in quanto categorie che balzano immediatamente agli occhi in virtù di loro caratteristiche essenziali e permanenti, quali la vita per generazione e la cessazione delle sue caratteristiche materiali in seguito a morte.

Già il fatto di seppellire i morti, invece di abbandonarne il cadavere insepolto, è forte indizio di pensiero simbolico, strettamente correlato alla vita emotiva. Tale rituale veniva arricchito da ulteriori cure prestate alle spoglie dopo la morte, come l'uso di cospargere il corpo o lo scheletro con preziosa ocra rossa.


Qualche esempio.

In Africa, a Blombos Cave, 200 miglia a Est di Cape Town, ad opera di Christopher S.Henshilwood , archeologo del South African Museum di Cape Town e professore associato all'Università di Stato di New York, Stony Brook, insieme al Prof. Francesco d'Errico dell'Istituto di Preistoria di Talence, France, e ad altri studiosi,( v. Henshilwood, C. S. et al. Emergence of modern human behaviour: Middle Stone Age engravings from South Africa. Science, 2001) , sono stati trovati reperti datati a 70000 anni fa, che dimostrano l'evidenza di pensiero simbolico: oltre ad ossa di animali usate per produrre utensili e punte di freccia finemente lavorate, attività che rivela la presenza di concetti preliminari all'esecuzione, sono stati rinvenuti 8000 pezzi di ocra rossa , alcuni dei quali incisi con segni di carattere simbolico, manifestazione di pensiero astratto e creativo, indipendentemente dal fatto che vi fosse, o meno, comunicazione tramite linguaggio verbale.Secondo Henshilwood , "Symbolic thinking means that people are using something to mean something else. The tools do not have to have only a practical purpose. And the ocher might be used to decorate their equipment, perhaps themselves. That is a symbol of something else, which we don't understand. But it suggests that these people must have had articulate speech to conceive and communicate such symbolism." (New York Times, december 2, 2001)

A Qafzeh Cave, in Israel, sono stati trovati resti umani di Homo sapiens di 90000 anni fa, dipinti di ocra rossa, insieme a 71 pezzi di ocra: gli scopritori , tra cui Erella Hovers dell'Istituto di Archeologia dell' European University di Jerusalem, hanno subito parlato di comportamento simbolico, in questo caso l'associazione del colore rosso con la morte. Da parte sua, Sally McBrearty del Dipartimento di Antropologia dell'Università del Connecticut in Storrs, U.S.A.., afferma che la lavorazione dell'ocra in questa grotta aggiunge evidenza a "the very great antiquity of the color red as a symbolic category." Stone Age Code Red: Scarlet symbols emerge in Israeli cave; cfr. pure An Early Case of Color Symbolism Ochre Use by Modern Humans in Qafzeh Cave, di Erella Hovers, Shimon Ilani, Ofer Bar-Yosef, and Bernard Vandermeersch.)

Nella grotta Khavcekh, Israel, sono state trovate ossa umane ricoperte di ocra rossa; gli scopritori hanno inferito sulla presenza di pensiero simbolico dall' associazione coi colori ( datazione: 100.000 anni fa).Questa testimonianza farebbe inferire la presenza di pensiero simbolico trascendente rispetto ad un progetto concreto, come può essere quello della fabbricazione di un utensile, per collocarsi in un'area puramente speculativa ed emotiva, in cui le ipotesi riguardano la domanda fondamentale dell'uomo riguardo al senso della sua esistenza e al suo destino al di là della vicenda terrena.

Secondo T.W.Deacon della Boston University, U.S.A, la regolamentazione e difesa dell'aspetto riproduttivo della vita dell'uomo sarebbe la molla che ha fatto scattare il ricorso al pensiero simbolico.

Furono proprio “le richieste esclusive della competizione e della cooperazione riproduttiva [... a creare] le precondizioni della nostra peculiare forma di intelligenza” ( Deacon T.W., (1997), The co-evolution of language and the brain, N.Y.,Norton & Company, inc, p.394 tr.it). Il comportamento sociale, per essere universalmente noto e condivisibile, si è dovuto necessariamente tradurre in forma simbolica, partendo dalla necessità di salvaguardare la riproduzione e sopravvivenza della coppia e della prole, altrimenti indiscriminata, indifesa e allo sbando. Si è trattato di una fortissima spinta basata su un egoistico altruismo.

Tale esigenza si è espressa e resa nota alla comunità, ancor prima dello stabilirsi del linguaggio verbale, per mezzo di azioni ridondanti, che con la loro ripetitività facessero ben capire e ricordare i tabù e i rispettivi confini di ogni genere, in una parola , è emersa la necessità di ricorrere ad azioni ritualizzate, trasmissibili e comprensibili da tutti.

Dato che il pensiero simbolico fornisce accesso a vari livelli di astrazione, è verosimile che, anche prima del linguaggio parlato, l'uomo abbia raggiunto, nel suo pensiero, e di conseguenza anche nelle manifestazioni concrete di esso, le vette più elevate dell'astrazione. Ma è indubbio che, senza pensiero simbolico, anche in assenza di linguaggio verbale, l'uomo non avrebbe potuto pensare al suo destino.


Dunque, quale primo gradino, il ricorso al simbolo potrebbe essersi configurato nell'ambito di un problema di comunicazione, anche, e forse proprio perchè in assenza di linguaggio verbale; come relazione tra significante e significato, ponte tra la rappresentazione mentale e quella materiale, simbolo appunto usato come oggetto concreto, pertanto reso comune, socialmente condiviso ed immediatamente comprensibile . Dunque, con finalità informativa, strettamente conoscitiva (cognitiva), per così dire con funzioni di “moderatrice” delle emozioni. ( cfr. L.Filingeri, Lo scorrere del tempo nella rappresentazione mentale e materiale dell'uomo del Paleolitico).

Ma , all'altro capo di questo continuum ideale del simbolico, troviamo, da subito, il massimo della trascendenza, con l'utilizzo del simbolo per esprimere e concretizzare l'idea del sacro e della trascendenza , ancora una volta al servizio della modulazione di troppo intense e spesso ingestibili emozioni, come attesta la presenza di ossa dei defunti dipinte di ocra rossa a scopo rituale e di sculture in pietra, chiare rappresentazioni di divinità.



Index


HOME PAGE

Copyright©2000-2007 by Paleolithic Art Magazine, all rights reserved.