PALEOLITHIC ART MAGAZINE
LIGURIA
IL VOLTO MEGALITICO DI BORZONE
Pietro Gaietto
Sui monti nell'entroterra della Liguria orientale vi è la più grande
scultura rupestre paleolitica d'Europa, e probabilmente la più grande del mondo.
Questa grande scultura è conosciuta come il "Volto megalitico di Borzone", e raffigura appunto un volto umano,
che misura circa 7 metri di altezza e 4 metri di larghezza.Si trova a Borzonasca (Provincia di Genova, Italia), poco più in
alto della Frazione Borzone, in un posto detto Rocche di Borzone, che è in cima ai monti.
Il Volto megalitico
di Borzone. Misure del volto e non della rupe.Circa m 7 di altezza x m 4 (Borzonasca, Genova, Italia)
.Il Comune di
Borzonasca con la montagna in cui si erge il Volto Megalitico di Borzone
Il fascino che emana quest'opera è molto forte, e
l'interesse che suscita è in continuo aumento. Attualmente i siti che lo segnalano (da me trovati) sono cinque :
1) Il sito del"Parco naturale regionale dell'Aveto",
che dice testualmente : "Il territorio del Parco è stato frequentato dall'uomo fin dalla preistoria. Le tracce
che vi ha lasciato sono numerose: a partire dal cosiddetto "Volto di Cristo", enigmatica figura scolpita nella
roccia sulla Rocca di Borzone".
2) Il sito "Turismo Itinerari
autostradali insoliti per non vedere sempre le solite cose", che dice testualmente: " Liguria A 12
Genova-Livorno Uscita Lavagna, poi verso Carasco, Borgonovo e Borzonasca. Si prende per il Passo delle
Rocche per una ventina di km in tutto. All'abbazia di Borzone (...) si prosegue in località Rocche. Qui,
si trova un monumento singolare scolpito nella roccia : un volto umano di sette metri per quattro, incorniciato
da capelli e da una sorta di copricapo. Non si sa con certezza a quale epoca risalga". Viene poi ricordato che
anche sugli stipiti delle porte nelle abitazioni vicine all'abbazia si vedono delle teste in pietra:"Si pensa si
tratti della somma di costumi di epoche diverse, un misto tra il culto romano dei Lari e l'uso celtico di mozzare le
teste dei nemici vinti per adornarne, anche a scopo scaramantico, le porte delle case. L'uso di queste teste litiche
è riscontrabile anche in altre vecchie abitazioni sparse per il Piemonte e la Liguria". Aggiungo che la raffigurazione
di teste di uomini e di animali, anche bifronti, è presente in capitelli litici della stessa epoca, nelle chiese di
tutta l'Europa, e che questo tipo di raffigurazioni ha radici nella più antica preistoria.
3) il sito "Genovagando, agosto 1995", che
dice testualmente : Valle Stura : "Il sentiero dei Monaci" da Borzonasca all'Abbazia di Borzone, al Volto megalitico e
a Zolezzi".
4) Il sito, Notiziario Turismo Liguria (ANSA) del
20/6/2000 Itinerari/ Nel Parco dell'Aveto tra i relitti glaciali, che dice testualmente : "Il parco e tutte le
vallate della zona sono ricche anche di testimonianze della presenza dell'uomo, di cui sono state trovate le tracce
risalenti alla preistoria. Tra i segni più recenti c'è il cosidetto "Volto di Cristo", una enigmatica figura scolpita
nella roccia sulla Rocca di Borzone".
5) Il sito del Museo delle Origini dell'Uomo, (il cui direttore è
lo scrivente) è l'unico sito che pubblica anche delle fotografie del Volto megalitico di Borzone e della zona.
Il Volto megalitico di Borzone si trova in mezzo ad un bosco di piante che crescono velocemente. Nel mese di giugno
il Sindaco di Borzonasca Sig. Giuseppino Maschio ha fatto eseguire una pulizia sostanziosa del luogo (cioè taglio di arbusti e alberi) in modo che si possa vedere bene la grande scultura, e riposizionare il cartello segnaletico già messo in opera alcuni anni orsono e che ignoti vandali avevano abbattuto.
Le foto che qui presento sono le stesse che si possono vedere nel sito del
Museo delle Origini dell'Uomo.
STORIA DELLA SCOPERTA E LEGGENDA
"La grande effigie umana delle Rocche di Borzone è stata scoperta nel gennaio del 1965 dal Sig.Armando Giuliani,
assessore del Comune di Borzonasca, durante il sopraluogo per la costruzione della strada. La notizia veniva pubblicata
dal quotidiano genovese il Corriere Mercantile il 1° febbraio 1965 ad opera del Sig. Luigi Solari. Egli riferiva che a
Borzone gli abitanti pensavano che il colossale volto fosse opera dei frati che vivevano nel monastero annesso alla vicina
abbazia.
L'Abbazia di
Borzone è sulla strada tra Borzonasca e il Volto Megalitico di Borzone
Infatti, il gigantesco volto venne subito interpretato come l'effigie di
Cristo. Cioè, sarebbe stato conseguenza di un "voto" dei monaci per la sopraggiunta cristianizzazione di tutte quelle
località della zona che dipendevano da Borzone. La leggenda vuole che, una volta all'anno, gli abitanti della valle
si radunassero davanti alla grande scultura per ringraziare la Divinità. Quando i frati si allontanarono dal monastero,
anche questa tradizione dei valligiani decadde, e la gigantesca scultura venne inghiottita dalla vegetazione e dimenticata". (da "Favola itinerante dell'uomo dell'Età della pietra in Liguria", P.Gaietto,Genova 1976).
Io amo le leggende, come amavo le favole quando ero bambino.
Nelle leggende, infatti, ci sono spesso verità e spunti per
fare ricerca.
In questo caso, però, sono disorientato, e sarò grato a chi saprà darmi una spiegazione : come è possibile
che esista una leggenda così dettagliata, quando "la gigantesca scultura venne inghiottita dalla vegetazione e dimenticata"
da alcuni secoli ! Tanto più che è una leggenda storicamente attendibile.
L'INTERPRETAZIONE SCIENTIFICA
Nel 1975, io e alcuni amici archeologi, venimmo a conoscenza della scoperta del Volto megalitico di Borzone, che dalla
fonte di allora veniva definito "Grande effigie di Cristo", poi siamo risaliti all'articolo sul Corriere Mercantile del
1965 con più dettagli.
La nostra interpretazione è stata immediata, e cioè, un passaggio di attribuzione dai tempi storici (cioè dall'opera dei
Monaci) ai tempi preistorici (che allora a molti sembrava un azzardo); infatti quando ci siamo recati sul posto si è visto
subito che non poteva essere un'opera recente, cioè di alcuni secoli fa.
Entrando nel merito dell'interpretazione scientifica faccio anche brevi accenni a quest'opera nell'attuale contesto
culturale :
1) Sono 35 anni che tutte le persone che si sono interessate del Volto megalitico di Borzone vi hanno visto un volto umano,
e hanno ritenuto l'opera di fattura umana, anche se, non essendo specialisti, non hanno potuto dargli un'attribuzione
culturale (cioè datarlo), ma di recente la maggior parte degli osservatori lo ha considerato preistorico. E, non può che
essere preistorico, in quanto in Europa, in tempi storici, le tecniche di lavorazione della scultura erano molto più
evolute, e con differenti soggetti di culto.
2) La posizione della scienza ufficiale, (è quella che nei congressi internazionali trova la maggior parte degli studiosi
consenzienti) non si è ancora pronunciata sulla scultura rupestre del Paleolitico, in quanto non vi sono studiosi che
l'hanno proposta. Per questo motivo la scultura rupestre paleolitica è assente nei libri di storia dell'arte preistorica
con diffusione scolastica.
3) I megaliti più noti sono i menhir e i dolmen, e sono grandi pietre erette e piantate nel terreno. Alcuni menhir (Carnac,
Francia) sono enormi. Alcuni di questi sono antropomorfi come il Volto megalitico di Borzone. I menhir, salvo rarissimi
casi, sono sbozzati, cioè scolpiti per dare una forma armoniosa, oppure sono antropomorfi o zoomorfi. Nei tre casi è arte
applicata al monumento che aveva fini di culto.
I menhir e i dolmen, nell'Europa occidentale, sono generalmente datati dal III° al II° millennio a.C. I menhir di questo
periodo sono generalmente grandi pietre sbozzate e allungate con forma armoniosa. I menhir antropomorfi, invece, sono più
antichi, e alcuni sono paleolitici, cioè con oltre 12.000 anni, e questa è l'opinione degli archeologi che seguono il metodo antropomorfico.
La tecnica di lavorazione dei menhir è la stessa usata per la scultura rupestre paleolitica, come il Volto megalitico di
Borzone.
4) I menhir antropomorfi e la scultura rupestre antropomorfa hanno gli stessi soggetti di culto che si identificano con
gli uomini che li hanno prodotti e che si sono susseguiti nel tempo : Homo sapiens arcaici, Neanderthaliani, Homo sapiens
sapiens. In sostanza, nelle zone dove c'erano le rupi, si scolpivano le rupi, dove non c'erano, l'uomo doveva faticare di
più, dovendo estrarre i massi dal terreno, oppure trasportarli nei luoghi di culto, ma il risultato finale era uguale.
5) Il Volto megalitico di Borzone è attribuito al Paleolitico superiore (da circa 20.000 a 12.000 anni fa), così come sono
attribuiti a questa fase culturale molti grandi menhir antropomorfi di Carnac.
6) Nel Paleolitico superiore in Europa troviamo civiltà molto diverse da zona a zona, ma le due più importanti sono quella
degli scultori della pietra con soggetti di culto antropomorfi che non conoscevano la pittura, e quella dei pittori con
soggetti zoomorfi, che dipingevano nelle grotte (Francia, Spagna, ecc.) e non scolpivano la pietra.
I discendenti dei popoli con scultura hanno fondato le città, inventato l'agricoltura, l'allevamento del bestiame, la
fusione dei metalli, ecc. I discendenti dei popoli con pittura si sono dispersi per il mondo vivendo di sola caccia e
degenerando : Boscimani in Africa, Aborigeni australiani, ecc.
7) La civiltà degli scultori aveva utensili litici più belli di quanto non fossero quelli della civiltà dei pittori.
Comunque, la funzione era uguale ai fini dell'uso quotidiano.
Dire che la pittura sia migliore della scultura è un errore, comunque i colori dei dipinti e le immagini, all'osservatore
di oggi, in genere piacciono di più.
In comune queste due civiltà avevano la dimensione delle opere, infatti, nelle grandi grotte di Francia e Spagna, ci sono
dipinti di mammiferi delle dimensioni del Volto megalitico di Borzone.
(Le misure del Volto di Borzone, metri 7 x 4, si intendono per il solo volto, le altre parti che la incorniciano ,
"capelli e una sorta di copricapo", aumentano la misurazione).
8) Per interpretare il significato della scultura antropomorfa paleolitica è necessario fare parallelismi storici ed
etnografici con civiltà che hanno avuto o hanno ancora scultura antropomorfa.
Allora ci si rende conto che il Volto
megalitico di Borzone era quasi certamente un dio. Cosa che al contrario non si può fare con i dipinti zoomorfi paleolitici
trovati nelle grotte, in quanto i parallelismi non sono storici, ma protostorici con le popolazioni estinte del Sahara, ed
etnografici con i Boscimani del Sud Africa, o gli Aborigeni australiani, dove le raffigurazioni zoomorfe sono legate a
"spiriti", e non a un dio.
9) Nel sito che ho citato "Turismo Itinerari
autostradali insoliti per non vedere sempre le solite cose", il Volto megalitico di Borzone viene considerato
"incorniciato da capelli e con una sorta di copricapo". E' un'osservazione giusta e interessante. Nelle piccole sculture
antropomorfe dell'Aurignaziano (Paleolitico superiore) che ora si ritengono in gran parte opera di Homo sapiens
neanderthalensis vi è quasi sempre un copricapo appuntito (Venere di Savignano, ecc.) oppure una capigliatura bene
acconciata (Venere di Willendorf,ecc.). Questi stessi tipi di pettinatura si riscontrano nell'etnografia (Africa) con
impasti di materiali vari. E, sempre in queste veneri, dove vengono privilegiate le pettinature o i copricapi appuntiti,
poi viene trascurata la raffigurazione del volto, delle mani e dei piedi.
Comunque, per l'indagine scientifica, non è sufficiente un solo caso come il Volto megalitico di Borzone per asserire
che si tratta di capelli e di copricapo, ma occorre qualche altra scultura rupestre ( o anche mobiliare) della stessa
tipologia, tanto più che il volto è chiaramente scolpito, mentre capelli e copricapo, lo sembrano, ma non è certo che
lo siano
10) Nella fotografia, la macchia chiara che si vede a sinistra del volto è un buco stretto e alto da cui è filtrata
la luce dal retro. Questo può indicare una lavorazione di contorno della scultura, e avvalorare l'ipotesi dei capelli
che incorniciano il volto.
Nulla sappiamo del retro del Volto megalitico di Borzone. Potrebbe esserci un'altra immagine. Come altre sculture
antropomorfe paleolitiche potrebbe essere bifronte. Il bifrontismo è frequente nel Paleolitico. Una volta volevo
visitare il retro della scultura, ne sono stato impedito dalla ripidità della montagna, dalla fitta vegetazione, e
soprattutto, da un improvviso temporale. La mia curiosità è aumentata.
Il Volto megalitico di Borzone visto dalla strada
11) La fotografia non rende i rilievi del Volto megalitico di Borzone,
ma chi si recherà a visitarlo potrà notare che alcune parti sono in rilievo, e altre sono in negativo, cioè al contrario
del naturale, ma l'effetto della raffigurazione resta uguale, come se l'immagine fosse tutta in rilievo o tutta in negativo.
Qui troviamo due tradizioni culturali, la plastica in rilievo tipicamente europea, e la plastica in negativo tipica di
certa scultura dell'Asia Estremo Orientale dei tempi protostorici, e storici per le arti applicate e popolari.
12) Il tipo umano più attendibile di questo volto è Homo sapiens sapiens. Questo si desume dalla fronte alta, dal mento
appuntito e dalla faccia relativamente stretta. E' stato stabilito di recente che in questa fase era ancora presente Homo
sapiens neanderthalensis, il quale conviveva con Homo sapiens sapiens, a cui era accomunato culturalmente, anche per
la produzione di sculture antropomorfe, e quindi con simili pratiche spirituali e religiose.
Recentemente in Portogallo sono stati trovati i resti di un bambino che accomuna i due tipi umani.
Come è noto Homo sapiens sapiens comprende tutta l'umanità di oggi.
Nella scultura rupestre e nei menhir del Paleolitico le raffigurazioni di Neanderthaliani sono frequenti (e precedenti),
mentre quelle di Homo sapiens sapiens sono rare. E' possibile, quindi, che il Volto megalitico di Borzone sia una delle
opere più recenti del Paleolitico.
13) Nella scultura litica antropomorfa del Paleolitico le raffigurazioni frontali della faccia sono rare, le raffigurazioni
della testa a tutto tondo sono rarissime. Le sculture antropomorfe, nella quasi totalità, sono semifrontali o laterali, e
da queste è più facile desumere l'evoluzione dell'uomo, e quindi datare le sculture del Paleolitico, facendo riferimento
ai reperti di crani trovati nel mondo, e di cui è stata possibile una datazione con attrezzature con non sono applicabili
alla scultura litica.
Il Volto megalitico di Borzone è l'unica scultura rupestre che io conosco con raffigurazione frontale della faccia.
14) Chi volesse intraprendere una ricerca sulle divinità protostoriche e storiche dell'Europa (Celti, Celto-Liguri, Traci,
ecc.) sia nelle sculture che nelle ceramiche, dove ci sono raffigurazioni bifronti e trifronti, troverà il dio imberbe o il
dio barbuto, anche se i soggetti barbuti sono un poco più frequenti.
Nella scultura litica paleolitica i soggetti barbuti sono rari, e la quasi totalità non ha barba. Comunque, nella scultura del Paleolitico ci sono parti della testa che non vengono raffigurate : nelle teste umane sono le orecchie, nelle teste di mammiferi le orecchie e le corna.
Il Volto megalitico di Borzone non ha la barba. Quindi non possiamo dare per scontato che sia un uomo, potrebbe essere il volto di una donna.
15) Il matriarcato si riscontra oggi nel mondo in alcune delle culture più primitive. La donna ha gli stessi privilegi e doveri dell'uomo dove vige il patriarcato. In certe zone la donna ha più mariti. Gli stadi più primitivi di queste culture hanno una rozza agricoltura simile a quella del Neolitico (Nuova Età della Pietra) europeo.
Nulla sappiamo del matriarcato nel Paleolitico (Antica Età della Pietra), ma è possibile che da qualche parte ci sia stato, se ancor oggi soppravvive.
Se il Volto megalitico di Borzone è stato opera di gente di una società matriarcale; se raffigura il volto di una donna, potrebbe rappresentare un dio femminile, cioè una dea.
CONCLUDO dicendo che la ricerca scientifica della preistoria, necessita anche di ipotesi e più ce ne sono meglio è; un po'come accade nella ricerca dei detectives,in cui si assommano molti indizi, finchè non scoprono il colpevole.
Nella ricerca delle origini dell'arte nel Paleolitico è sempre necessario cercare di capire chi era l'uomo che ha prodotto un certo tipo di arte, e perchè lo ha fatto. Un'analisi basata sui soli valori estetici non giova alla comprensione. Utilissimo è lo scambio di opinioni.
Quindi, sono a disposizione dei lettori per eventuali ulteriori spiegazioni, e anche in attesa delle loro opinioni. Tra queste opinioni : CONSIDERANO il Volto megalitico di Borzone IL VOLTO DI UN UOMO O IL VOLTO DI UNA DONNA ?
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