PALEOLITHIC ART MAGAZINE

AMERICA




LE ANTICHE "VENERI" BIFRONTI DEL MESSICO IN RELAZIONE ALLE "VENERI" BIFRONTI PALEOLITICHE DEI BALZI ROSSI

Pietro Gaietto


In Messico a Tlatilco sono state rinvenute in gran numero delle statuine femminili in ceramica, che io considero delle "veneri". Sono state datate dal 1.100 al 500 a. C. (sono conservate nel Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico).
Queste "veneri" sono nude, senza mani, senza piedi, tutte con un copricapo o una acconciatura; hanno le gambe divaricate e sono prive di una basetta per stare in posizione verticale. La maggior parte di queste "veneri" ha una sola testa, altre sono bifronti, e cioè sono composte da una testa con due volti (Fig 1)


Fig 1 Scultura in ceramica

e da due teste su un unico corpo (Fig2)


Fig 2 Scultura in ceramica


Ricordo che le statuine bicefale rientrano nel bifrontismo.
Queste "veneri" bifronti in Messico sono interpretate come "simbolo di un doppio frutto o del principio della dualità, che rappresenta una delle radici della filosofia religiosa mesoamericana, cui viene attribuito carattere propiziatorio". A mio avviso, "carattere propiziatorio" lo avevano anche le "veneri" con una sola testa, altrimenti non si capisce per quale motivo le facessero! Semmai, è pensabile che quelle bifronti abbiano avuto un "carattere propiziatorio" maggiore.
Le loro dimensioni vanno da 6 a 13 cm di altezza, ma la media è 10 cm. Queste statuine sono le più antiche del Centroamerica, e c' è chi pensa siano state prodotte in "uno stato sociale di supremazia della donna" (matriarcato?), e che siano "portatrici di fertilità della specie".
Si possono considerare delle sculture.
La quantità di queste ceramiche indica un culto radicato nel popolo, e quindi con radici ben più antiche dell' epoca in cui sono state fatte, e queste radici le ho trovate nel Paleolitico, in Italia, ai Balzi Rossi.

Le grandi distanze, nel Paleolitico, per quanto riguarda i parallelismi sull' evoluzione dell' arte e delle religioni, si fanno sui ritrovamenti che si conoscono, che hanno una collocazione geografica; ma l' origine di questi reperti può essere un' altra zona di cui non si hanno reperti, e anche a grandi distanze, in quanto i periodi presi in esame abbracciano millenni e, come sappiamo, l'uomo ha sempre migrato in ogni direzione.

I Balzi Rossi sono costituiti da un insieme di grotticelle e ripari sottoroccia sul mare e si trovano in Liguria al confine con la Francia. L' uomo ha lasciato qui tracce importanti nel Paleolitico.
Le sculture che prendiamo in esame sono state trovate in queste grotte verso la fine dell' 800 da Louis Alexandre Jullien. La loro attribuzione culturale è il Paleolitico superiore, mentre la datazione è tra i 28.000 e i 22.000 anni fa.
Una di queste sculture (Fig 3)


Fig 3 e Fig 4 Sculture in serpentino verdegiallo

raffigura una "venere" con due teste, ed è stata denominata "The two-headed Lady" ; è alta 27,5 mm e priva di piedi e di braccia. A destra sono gli attributi del sesso femminili. È traforata tra le due teste, che guardano in direzione opposta. (Nei disegni Fig.3 e Fig.4 i tratti dei visi sono indicativi, in quanto non esistono nelle due sculture).
L' altra scultura (Fig.4) raffigura, uniti per la nuca e per i piedi, una "venere" e un "animale umanizzato", cioè testa di animale e corpo verticale umano. È alta 47 mm. La "venere" a sinistra ha gli attributi del sesso femminile. Le due figure unite sono prive di piedi e di braccia, e hanno due traforature, una dietro la nuca, e un' altra dietro la schiena.
Queste due sculture, a differenza di tutte le "veneri" trovate in Europa, sono le uniche bifronti, e sono state rinvenute unitamente a una piccolissima "maschera" di felino traforata di 23 mm di larghezza.
Le tre sculturine sono in serpentino giallo verdastro, che è estraneo alla zona. È probabile che queste tre sculturine trovate ai Balzi Rossi provengano da "molto lontano", in quanto il bifrontismo sulle "veneri" europee (e sono tante) non è presente; sculture di "veneri" traforate nel Paleolitico europeo non ce ne sono e, infine, il tipo di pietra estraneo alla zona induce a dubitare.
Le caratteristiche delle due "veneri" e della maschera hanno molti tratti in comune con la scultura lignea dell'Africa equatoriale. Certo, chi lavorava il legno, non scolpiva la pietra, ma l' uomo è sempre stato capace a fare di tutto, in ogni direzione. Indipendentemente dai dubbi sull'origine di provenienza delle due sculture bifronti (Fig.3 e Fig.4) si deve rilevare che uniscono due differenti culti (veri o presunti): 1°) il nudo femminile è generalmente considerato legato al culto della fecondità, e 2°) il bifrontismo , di solito, è rappresentazione di un dio.

Il parallelismo tra le "veneri" in pietra dei Balzi Rossi, e quelle in ceramica di Tlatilco, ci deve far meditare sull' evoluzione culturale dei popoli, e in particolare sulla complessa rete di religioni, per cui l'uomo produceva arte.



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